A Calella, la famosa spiaggia profonda e molto esposta alle onde costa Maresme dell’omonima provincia catalana, al via la sesta edizione del triathlon di Barcellona 2019 sulla distanza half Ironman con quasi tremila atleti.

Quest’anno inusuale il meteo a Calella che ha proposto 12 gradi sulla costa e 15 gradi in acqua con onda lunga. Il percorso in bici è suggestivo ed impegnativo (oltre 1300 di dislivello), reso più arduo dal vento e dal freddo, specie sulle salite di Saint Celoni ed il parco naturale del Montseny. Le prime due frazioni accomunate da condizioni meteo difficili hanno fatto ritirare 1 atleta su 4 abbia: oltre 700 gli atleti ritirati.

Ciao Diego, tu non ti sei ritirato, ma perché hai scelto una gara così impegnativa?

Avevo scelto di evitare l’evento di Aix en Provance con la “certezza/speranza” di evitare una gara “fredda ed estrema”, come quella disputata proprio ad Aix l’anno scorso, purtroppo non è stato cosí.

Come hai percorso le singole frazioni?

La mezza maratona per me è stata segnata da un impedimento dovuto al freddo che mi ha costretto a fermarmi ai bagni al 4km ed una caduta al 18km con distorsione alla caviglia e botta ad entrambe le ginocchia (ho saputo solo alla fine che sono caduti altri 4 atleti nello stesso punto).

Considerando anche il cronometro …

Ecco perché per me chiudere questa gara in 5h41’ in realtà è stata una soddisfazione: ho gestito il nuoto senza strafare, l’organizzazione ha optato per un rolling start di gruppo con corsa dalla spiaggia che a creato però problemi e assembramenti a differenza di altre manifestazioni in cui partono 4-5 atleti ogni 5sec.

La frazione ciclistica?

Mi sono risparmiato nella bici; mi ha dato ottime sensazioni e mi fa ben sperare per le prossime gare. Nelle zone cambio con tempi lunghi in quanto ho deciso di usare la mantella per tutto il percorso bike ed ho usato 2 calze differenti (per la bici e la corsa), per cercare di tenere più al caldo possibile i piedi, una mezza maratona in meno di 1h45 senza contare i ritardi dovuti agli “incidenti” di percorso. 

Il pubblico?

Il calore e la disponibilità dei catalani sono però unici: valori aggiunto da sottolineare, anche se purtroppo, a livello logistico-organizzativo, molti sono i punti che dovranno rivedere per fare in modo che l’evento continui a crescere in sicurezza, pubblico e feedback positivo.

Una gara da provare?

Sicuramente, che lascia però una seconda vittima sul campo: nel 2014 la prima, la seconda proprio in questa edizione.

Questi decessi fanno riflettere!

Insieme ai recenti due sfortunati atleti all’IM in sud Africa circa due mesi fa, c’è da iniziare a chiedersi a gran voce se le forze messe in campo per sorvegliare la frazione di nuoto e le procedure e tempi di salvataggio in acqua siano da rivedere, per la sicurezza di tutti gli atleti partecipanti. Dal 2008 circa 65 atleti sono morti durante la frazione in acqua, i più per edema polmonare indotto.

Grazie Diego e alla prossima competizione.

Cirbi